Evento

Incontro

La veglia di Ljuba

Angelo Floramo
DOVE Ridotto del Kulturni dom di Gorizia
QUANDO 13.11.2018 alle 18:00

Incontri con l'Autore 2018

37 anni di attività del Kulturni dom

“La veglia di Ljuba”, il primo vero romanzo di Angelo Floramo (Bottega Errante Edizioni 2018), che narra della vita intensa di un uomo, esule più per vocazione che per destino, fuori dagli schemi, diventa lo spunto per narrare la storia del Novecento lungo il confine tra Italia e Jugoslavia. Dai villaggi dell'Istria profonda alle pagine nere del fascismo, dall'occupazione titina di Trieste al terremoto in Friuli del 1976 e alla successiva ricostruzione, fino ad arrivare ai giorni nostri: la biografia di un essere umano si sovrappone alla biografia di una terra complessa, plurale, meticcia. Floramo conduce il lettore in un viaggio che attraversa continuamente le frontiere, entra nelle pieghe di un amore, delicato e intenso, lungo un'intera vita e racconta il destino di bambini, uomini e donne che si sono ritrovati in un posto giusto in tempi, spesso, sbagliati.
Angelo Floramo è nato a Udine nel 1966. Insegna Storia e Letteratura al Magrini Marchetti di Gemona ed è ancora convinto che malgrado tutto sia il mestiere più bello del mondo. Medievista per formazione, ha pubblicato molti saggi e articoli specialistici, collabora con diverse riviste nazionali ed estere; dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico. Con Balkan Circus (Ediciclio-Bottega Errante 2013, due edizioni, finalista al premio “Albatros di Letteratura di viaggio”), Guarneriana Segreta (Bottega Errante 2015, finalista al premio Latisana Nordest) e L’osteria dei passi perduti (Bottega Errante 2017) ha sperimentato con gusto le vie della narrazione.
“Quella notte del 2013 ha segnato la mia vita, ma ha anche acceso una scintilla – racconta Floramo -. Ho cominciato a interrogarmi sul fatto che, con la morte di mio padre, rischiavano di sparire anche i suoi ricordi, quelli di un uomo che aveva attraversato il Novecento in un luogo di frontiera molto significativo, il Friuli. E ho deciso di raccontare lui e le sue memorie con la parola scritta. Mio padre Luciano nacque sul Carso oggi sloveno nel 1931. Poi venne in Italia, come tanti, nel 1945. Da esule arrivò con la sua famiglia a San Daniele dove trovò sistemazione in quello che allora era il manicomio. Da quell’esperienza gli venne l’attenzione per gli ultimi e per gli emarginati che lo accompagnò per tutta la vita. Studiò con fatica e dedizione. Ai tempi dell’università andava in bici da Cividale, dove faceva l’istitutore, a Trieste per seguire le lezioni. Si impegnò in politica, nella Democrazia Cristiana e, nel 1981, divenne sindaco di San Daniele del Friuli, il paese che l’aveva accolto. Si occupò di sanità anche a livello politico: fu presidente dell’Ospedale di San Daniele, dal 1971 al 1972, e di quello di Udine, dal 1972 al 1981, e fu coinvolto anche nell’organizzazione sanitaria regionale”.
L’ introduzione della serata sarà affidata al giornalista goriziano Andrea Bellavite.